LA VIDEORECENSIONE di Francesco Crispino
IL TESTO
La nascita e la morte, l’amore e la malattia, le speranze e le disillusioni, la dimensione tragica e quella comica. E la Vita come un cristallo di tempo che contiene tutto ciò, e il cinema come formidabile strumento che la rende visibile, rivelandone la prismaticità e di conseguenza la straordinarietà. Sono questi i temi che informano il settimo lungometraggio dell’irlandese John Crowley — apprezzato artista intermediale che da anni si muove tra teatro, cinema e televisione, dividendosi tra Irlanda, Regno Unito e Stati Uniti — che qui sembra operare una significativa svolta nella propria filmografia.

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