Iris si è trasferita dalla Francia in Corea del Sud. Per mantenersi, pur senza alcuna esperienza nel settore, insegna la sua lingua a Seoul. Il suo metodo prevede la scrittura su dei cartoncini di brevi frasi in francese, che cercano di descrivere le emozioni più profonde vissute dalle persone che le pagano il corso, e la ripetizione, come un mantra, di questi piccoli componimenti, riassuntivi, per l’appunto, di storie personali, sentimenti, memorie. Nell’arco di una giornata, Iris fa lezione prima a una pianista, poi a una coppia di produttori cinematografici…
Un minimalismo contenutistico (sei soli personaggi in scena, motori di eventi marginali apparentemente senza ripercussioni sulle loro esistenze) e formale (riprese quasi esclusivamente a camera fissa, con minimi movimenti di macchina a seguire la protagonista nei suoi spostamenti) che sfiora l’evanescenza ma intriga proprio per le sue rarefazioni narrative e stilistiche.

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