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La vendetta, l’espiazione, l’impossibilità di sfuggire al proprio destino: è su tali direttrici che si articola il secondo lungometraggio di Mauro Mancini, che torna alla regia dopo Non odiare. Proprio con il suo pregevole film d’esordio del 2021, Mani nude d’altronde condivide la stessa dimensione tragica nonché il tema del senso di colpa che la attraversa, così come la medesima focalizzazione sul rapporto che il Caso istituisce tra un uomo adulto e uno adolescente, e lo stesso attore protagonista, Alessandro Gassman, qui alle prese con uno dei personaggi più anomali della sua carriera.

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