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Adattamento dell’omonimo romanzo di Albert Camus, il ventiquattresimo lungometraggio diretto da François Ozon si segnala innanzitutto perché segna il primo confronto tra il prolifico regista parigino e un’opera di assoluta autorevolezza, tra le più importanti della letteratura mondiale. Un’operazione che, se a uno sguardo superficiale potrebbe sembrare illustrativa in considerazione della sostanziale fedeltà del testo audiovisivo verso quello letterario, in realtà è ritemprata dalle scelte di Ozon – sia quelle operate in fase di scrittura sia quelle di messinscena -, capaci di proiettare l’opera sull’orizzonte contemporaneo, conservandone lo spirito esistenzialista ma connettendola allo spirito del tempo.

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