Una settantenne, vedova da trent’anni, ripiegata su se stessa, su una routine stanca e anonima nel suo bell’appartamento a Teheran: la figlia che vive ormai da vent’anni all’estero, un’amica ipocondriaca che la assilla al telefono, le corse in taxi dopo la spesa al mercato per non dover affaticare ginocchia già sofferenti. Una quotidianità solitaria, scandita da gesti e azioni di pura sopravvivenza, dal cucinare all’innaffiare le piante, interrotta dal desiderio di riprendere contatto con la vita, dopo un pranzo con le amiche di sempre, e trasformata in realtà nell’incontro inaspettato con un anziano tassista, un ex soldato anch’egli solo.
IL MIO GIARDINO PERSIANO (Maryam Moghaddam, Behtash Sanaeeha) Il dolce piacere della libertà
da ANCCI | Gen 23, 2025 | Senza categoria | 0 commenti

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