Dust di Tsai Ming Liang è un film magnifico, ma quasi insostenibile: neppure una parola, una trama praticamente inesistente, una prova di resistenza per lo spettatore, ma anche, in fondo, una inestimabile poesia e una fotografia perfetta.
I monaci buddisti hanno una pratica ascetica che consiste nel camminare lentissimamente, muovendo i piedi a una velocità quasi impercettibile e spostando il peso del corpo su uno e sull’altro. Tutto ciò richiede una concentrazione massima e un estraniamento dal mondo circostante.

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