ORPHAN (László Nemes) I fantasmi di Budapest

E’ da un anfratto, nel quale si era nascosto, che a Budapest, quattro anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, comincia la storia di Andor, un bambino ebreo che nel ‘57, ormai tredicenne, dopo la rivolta antisovietica soffocata dal regime comunista, vede irrompere nella propria vita e in quella della madre un uomo spiccio e brutale che afferma di essere suo padre, quel padre, deportato e dunque assente, che il ragazzo aveva invece idealizzato come indispensabile sostegno psicologico e identitario.

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