Una madre sola affronta una quotidianità che la consuma, tra responsabilità, isolamento e una figlia che è presenza invisibile, voce che chiama senza essere davvero vista. La bambina rimane fuori campo finché lo sguardo della donna, attraversato dalla stanchezza e dal limite, non riesce finalmente a riconoscerla.
Secondo lungometraggio della statunitense Mary Bronstein, che arriva a ben diciassette anni dal titolo d’esordio (Yeast, 2008), If I Had Legs I’d Kick You è un’opera rigorosa e radicale, interamente centrata sull’esperienza soggettiva della protagonista.

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