Il rapimento di Arabella la recensione Gli orizzonti di Venezia 82

Sarebbe stato molto interessante che l’opera seconda di Carolina Cavalli, ‘il rapimento di Arabella’, parlasse di una ragazza che trova un modo per risolvere il suo passato, superare i rimpianti, calmare l’ansia del futuro e dimenticare le aspettative fallite. La protagonista, Holly (Benedetta Porcaroli), avrebbe potuto essere un emblema generazionale, parte di quel gruppo di giovani che teme che la vita sia sempre altrove.

Così, purtroppo, non è. Il film, in concorso in Orizzonti all’82 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, ha molte criticità non risolte.

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