ANCCI
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SOUTH OF THE BORDER
di OLIVER STONE

Nel giorno in cui Michael Moore denuncia le storture dell’american way of life in Capitalism: a Love Story, Oliver Stone contrattacca lasciando la parola ad Hugo Chavez. Dal “dittatore venezuelano” (almeno secondo Fox News e altri media statunitensi), di cui viene ricostruito l’itinerario politico dal 1989 ai giorni nostri, traspaiono la netta volontà di controllare le risorse commerciali del Paese, petrolio in testa, rendendosi finanziariamente indipendente dal Fondo monetario internazionale, e la pretesa di un’effettiva reciprocità nel dialogo con gli Stati Uniti. Il documentario, intitolato South of the Border (in cui compare per pochi istanti anche Moore), convoca idealmente nello Studio ovale di Barack Obama non solo Chavez, ma anche, nelle interviste condotte dal regista di W.,Evo Morales (Bolivia), Lula da Silva (Brasile), Cristina Kirchner (Argentina), Rafel Correa (Ecuador), Fernando Lugo (Paraguay) e Raùl Castro (Cuba). Respingendo al mittente quel “capitalismo rapace” (così dice Stone, interpretando appassionatamente il pensiero dei sette leaders), ma riponendo molta fiducia, per il futuro dell’America latina, nel nuovo inquilino della Casa Bianca. (p.per.)

 


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