Nebbie di mezzanotte in laguna per la proiezione del film fuori concorso Valhalla Rising del giovane danese Nicolas Winding Refn. Il regista ci porta dritti nel mondo pagano di un mitico “Anno Mille”, ambientato nell’estremo nord Europa, tra cime ventose e boschi nebbiosi. Il protagonista “oneeye” è un guerriero pagano muto, schiavo della nobiltà locale, con un occhio rovinato da una visibile cicatrice e imbattibile in combattimento; un personaggio, come gli altri del film, che non ha nessuno spessore. Le musiche alienanti scandiscono i capitoli del film come rumorosi incubi ad occhi aperti. La pellicola tocca i temi classici della gloria dei cavalieri e del viaggio redentore, passando per gli echi di Omero e Coleridge. I protagonisti rischiano di morire di sete in un mare di acqua, si perdono cercando la Terra Santa e giungono nell’oltretomba, nel Valhalla, che si rivela essere l’America Settentrionale, nella quale, forse, i vichinghi giunsero realmente nel medioevo. Un film nel suo insieme poco maturo, che si perde nell’estetica di una virilità ancestrale, senza sapercela raccontare in modo compiuto. (s.a.)