ANCCI
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LE OMBRE ROSSE
di FRANCESCO MASELLI

Citto Maselli racconta un’utopia e la sua mutazione “genetica” quando si materializza. Le idee, messe in pratica, si scontrano con le difficoltà e diventano quasi il fantasma di se stesse. Un intellettuale “umanista” entra in contatto con i ragazzi di un centro sociale. Scopre con sua sorpresa che hanno realizzato una “casa della cultura”: hanno trasformato un ex cinema in una sorta di “comune”, che accoglie tutti e realizza dei progetti culturali in un’area difficile di Roma. Su questo esperimento si accendono i riflettori dei media. E di lì tutto cambia: la vita nel centro sociale, in precario equilibrio tra ideali e necessità concrete, precipita man mano che aumenta l’attenzione dell’opinione pubblica, della politica e finanche di gruppi economici, interessati ciascuno per propri interessi a “entrare nel progetto”. Snaturandolo. Il fallimento è certo. Il gruppo di “occupanti” si disgrega e ogni utopia sembra svanire.
Finale semi-aperto per Le ombre rosse, che a tratti sembra una piece teatrale, affida molto (troppo) alla parola e si interroga, immancabilmente a anche un po’ verbosamente, sul ruolo degli intellettuali e della sinistra italiana nel difficile frangente attuale. (t.vox)

 


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