ZARTE PARASITEN  di CHRISTIAN BECKER, OLIVER SCHWABE
I teneri parassiti del titolo sono una giovane coppia che vive approfittando delle solitudini altrui. Fanno compagnia agli anziani, ne frequentano le case, ricevono in cambio qualche soldo. Sotto il cinismo dell’operazione spesso si cela una trattenuta tenerezza che conferisce umanità anche al più spudorato parassitismo. Il gioco però va troppo oltre quando il ragazzo si sostituisce all’immagine del figlio morto di una coppia benestante generando così cortocircuiti psicologici, misti di amore e rancore, nel quale egli stesso finisce invischiato. Il plot ha uno spessore destabilizzante che rifiuta facili distinzioni tra bene e male anche se non sempre la messa in scena restituisce le pieghe più riposte dell’animo umano. Neppure il ritmo, del resto, accompagna la tensione crescente e Zarte Parasiten dà l’impressione di restare un ottimo film in potenza, mai pienamente compiuto e soddisfacente. (A.C.)
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