COSMONAUTA  di SUSANNA NICCHIARELLI
Italia anni ’60. Periferia di Roma. Luciana (8 anni) abbandona la Chiesa nel giorno della sua Prima Comunione. “Non voglio la Comunione, perché sono comunista!”, grida alla madre, che la supplica - ferma in lacrime oltre la porta del bagno - di ritornare indietro. Luciana cresce comunista e, come il fratello maggiore (epilettico e con un lieve ritardo mentale), grande appassionata dei progressi dei cosmonauti sovietici. Tutta la sua adolescenza, prime cotte comprese, si svolge nella sezione del P.C.I. e trovano un parallelo nelle vicende di Laika, Gagarin e compagni. La conquista dello spazio diventa allora facile metafora per raccontare il primo successo amoroso di Luciana. Un film che parla in modo pulito e divertente dell’adolescenza, coi suoi sbalzi d’umore, sullo sfondo dell’Italia anni ‘60. Il tema della condizione della donna e del movimento femminista ai suoi inizi offre ulteriori spunti di riflessione, anche se non viene sfruttato fino in fondo. (t. vox)
|