Lunedi 06 Febbraio 2012
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 ANCCI - Speciale Venezia 2009 - Speciale Filmcronache Venezia 2009 - Orizzonti - ADRIFT 

ADRIFT   versione testuale

di BUI THAC CHUYEN


La festa che segue un matrimonio; la sposa che attende con trepidazione; lo sposo che si addormenta ubriaco. Passano altri giorni ed altre notti, ma il matrimonio non si consuma: lui è sempre esitante, sfuggente. Lei, con la complicità della sorella, troverà altrove la sua turbolenta iniziazione.
Il tema è scottante, ma non c’è traccia di voyeurismo, al troppo pieno il regista preferisce l’allusione e l’ellissi. C’è piuttosto una delicata ricerca di precisione, soprattutto nei personaggi minori che ostentano silenziosamente le loro solitudini: c’è la prostituta innamorata e disperata, la bimba sorridente ma sorda, l’uomo che si consuma nell’attesa vana della vittoria del suo gallo da combattimento, l’anziana che ricama una veste per le inarrivabili nozze della figlia. Adrift è un’opera onesta che non pretende altro di fare buon cinema, dissimulando la pur efficace ricerca dell’inquadratura perfetta: e questa onestà pare più che mai una qualità rara. (A.C.)