Lunedi 06 Febbraio 2012
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 ANCCI - Speciale Venezia 2009 - Speciale Filmcronache Venezia 2009 - Fuori concorso - BROOKLYN'S FINEST  

BROOKLYN'S FINEST    versione testuale

di ANTOINE FUQUA


Quasi come un controcanto al tema sino ad ora portante del collasso economico e dei crimini bianchi, in Brooklyn’s Finest Fuqua si sporca le mani con droga, sangue e polizia corrotta. Non per la prima volta, del resto (basti ricordare Trainig Day). E non per la prima volta il cast comprende, oltre a Ethan Hawke e a un Richard Gere poliziotto fuori corso, anche NYC, meglio Brooklyn. Con i suoi neighborhoods di case di mattoni rossi all’interno delle quali si consumano il sogno frustrato di una famiglia perfetta e gli affari più sporchi. Sullo sfondo, Manhattan è lontanissima e lontanissima la stabilità (?) degli uffici con scrivanie di mogano e orari fissi. A Brooklyn non si vive così. Si sta in strada come topi in gabbia. Come nel Pac-Man, dove se va bene passi di livello ma non vinci mai. E soprattutto dove non ci sono buoni e cattivi, forze dell’ordine e criminali, ma solo due facce di una stessa medaglia. Tutta roba che già sappiamo, certo. Ma il meccanismo è oliato alla perfezione e la tensione tiene attaccati alla sedia fino all’ultimo secondo. E.L.