IO SONO L'AMORE  di LUCA GUADAGNINO
Io sono l’amore, di Luca Guadagnino, apre con frammenti di una Milano innevata in un montaggio che ricorda Le mani sulla città di Rosi per raccontare i rituali di una ricca famiglia snob dal discutibile cognome (i Recchi). La madre, interpretata dall’affascinante Tilda Swinton, è una sorta di eroina russa sedotta dal cuoco, naturalmente povero, amico del figlio e un po’ selvaggio. Non chiara l’intenzione del regista che tra romanzo russo, critica alla borghesia e dramma famigliare non sa proprio decidere creando troppe aspettative disattese. Coinvolgenti le scene d’amore, di un erotismo ricercato in cui gli elementi della natura (insetti, fiori, alberi) entrano in contatto diretto con il corpo umano. Ma oltre a questo, la storia non pare attuale e il pubblico in sala borbotta. L’unico, vero, filo rosso è l’aspetto culinario. (m.f.)
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