PERSÉCUTION  di PATRICE CHÉREAU
 Il centro del film in concorso Persécution è il vuoto dell’esistenza e l’immaturità dell’agire degli adulti di oggi. L’immaturità del protagonista Daniel nel rapporto con la fidanzata, algida e assente, che non vuole convivere e non vuole radicare il legame, l’immaturità nel rapporto con il migliore amico, che se ne va ingrato e arrabbiato, l’immaturità nel rapporto col padre, che ebbe la colpa negli ultimi anni di vita di avvicinarsi alla preghiera e alla religione. La figura di Daniel è quella dell’uomo solo e ateo che vive nella città secolarizzata, senza famiglia, con pochi amici e tanti conoscenti, con la profonda necessità di essere amato e la paura che nella folla qualcuno ti osservi e ti pedini. La paura diviene reale quando un uomo paranoico gli dichiara ripetutamente e ossessivamente il suo amore e inizia a perseguitarlo. Il regista Patrice Chéreau ci racconta questa rete di fragilità umane con ricchi e lunghi dialoghi tra i protagonisti, mantenendo sullo sfondo una anonima e affollata città francese nella quale i rapporti umani sono fatti di fugaci contatti spesso superficiali e violenti nella quale l’uomo contemporaneo è smarrito. (s.a.)
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